{"id":1452,"date":"2016-11-21T09:11:41","date_gmt":"2016-11-21T08:11:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.traghetti.com\/blog\/?p=1452"},"modified":"2018-12-02T12:25:16","modified_gmt":"2018-12-02T11:25:16","slug":"miniere-e-giardini-della-sardegna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.traghetti.com\/blog\/miniere-e-giardini-della-sardegna\/","title":{"rendered":"Miniere e Giardini della Sardegna"},"content":{"rendered":"<h2>Miniere e Giardini della Sardegna<\/h2>\n<p>La ricchezza <strong>mineraria<\/strong> della <a href=\"\/traghetti-sardegna\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Sardegna <\/a>risale all&#8217;inizio dell&#8217;Ottocento quando erano ben 59 le miniere attive e si estraevano principalmente: ferro, argento, rame e piombo. L&#8217;importante attivit\u00e0 estrattiva attir\u00f2 l&#8217;attenzione dei pi\u00f9 importanti imprenditori liguri e piemontesi, nonch\u00e9 delle principali nazioni europee. Vennero costituite le prime societ\u00e0 di sfruttamento dei giacimenti minerari della Sardegna.<\/p>\n<p>Il forte sviluppo <strong>dell&#8217;industria<\/strong> <strong>estrattiva<\/strong>\u00a0attir\u00f2 in Sardegna molta manodopera e nuovi specialisti quali: ingegneri, geologi, impiegati amministrativi e manodopera da tutta Italia. Il capitale delle societ\u00e0 che estraevano in Sardegna non era locale tranne la concessione fatta all&#8217;imprenditore sardo Giovanni Sanna che nel 1848 ottenne una concessione per 1200 ettari situati nella zona di Montevecchio. Le miniere di Bugerru nel Sulcis Igesient, scrissero la storia dei lavoratori di tutta Italia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1450\" aria-describedby=\"caption-attachment-1450\" style=\"width: 236px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.traghetti.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/miniere-del-sulcis-iglesiente.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1450 size-full\" src=\"https:\/\/www.traghetti.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/miniere-del-sulcis-iglesiente.jpg\" alt=\"miniere del sulcis iglesiente\" width=\"236\" height=\"160\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1450\" class=\"wp-caption-text\">miniere del Sulcis Iglesiente<\/figcaption><\/figure>\n<p>Al piombo e all&#8217;argento, che erano i minerali principalmente estratti nell&#8217;isola fino al 1865, si affianc\u00f2 lo zinco, la cui presenza fu scoperta nella seconda met\u00e0 del 1800 nella miniera di Malfidano Buggeru. Nelle miniere di Masaloni, Giovanni Bonu, Monte Narba, Perd&#8217;Arba, Baccu Arrodas, Tuviois, S&#8217;erra e S&#8217;Ilixi e Nicola Secci, si arriv\u00f2 ad occupare fino a 1.500 persone. Dopo la seconda guerra mondiale, l&#8217;estrazione continu\u00f2 a pieno regime solo nei principali distretti. Dagli anni &#8217;70 l&#8217;attivit\u00e0 estrattiva entr\u00f2 in crisi a causa dell&#8217;intensa attivit\u00e0 estrattiva che nel corso dei secoli, aveva portato all&#8217;esaurimento delle varie miniere. Anche l&#8217;elevato costo per estratte il minerale diede al settore minerario l&#8217;input decisivo verso la chiusura delle miniere che arrivo sul finire degli anni 90 prima con il distretto di Montevecchio, successivamente con quello di Iglesias.<\/p>\n<p>Gli antichi villaggi minerari, rimangono ancora oggi uno dei luoghi pi\u00f9 visitati fra i centri di archeologia industriale fra i pi\u00f9 visitati e apprezzati da studiosi, appassionati e visitatori.<\/p>\n<p>Per oltre un secolo, il territorio \u00e8 stato sottoposto ad un continuo depauperamento delle sue risorse ambientali.<\/p>\n<p>Boschi interi tagliati selvaggiamente per fare carbone, per approvvigionare la miniera di legname.<\/p>\n<p>Oggi <strong>Buggerru<\/strong> e tutti i luoghi del Iglesias, possono offrire <strong>turismo<\/strong> e soggiorni tra i pi\u00f9 naturali e tra i pi\u00f9 affascinanti della Sardegna.<\/p>\n<p>Il contatto con la vera terra sarda e con la popolazione sempre affabile, il <strong>mare<\/strong> <strong>incantevole<\/strong> e la <strong>natura<\/strong> che rinasce, colpir\u00e0 il vostro cuore in modo\u00a0indimenticabile.<\/p>\n<p>Si segnala la visita dei seguenti musei:<\/p>\n<p><strong>Museo Etnografico<\/strong><\/p>\n<p>Via Vittorio Emanuele<\/p>\n<p>Fluminimaggiore<\/p>\n<p><strong>Museo Paleontologico<\/strong><\/p>\n<p>P.zza Regiione<\/p>\n<p>Fluminimaggiore<\/p>\n<p><strong>Museo Mineralogico<\/strong><\/p>\n<p>Sardo Istituto Tecnico Industriale Minerario<\/p>\n<p>Via Roma, 4\/5<\/p>\n<p>Iglesias<\/p>\n<h2>Eleganti giardini da visitare<\/h2>\n<p>Nel <strong>1866 a Cagliari<\/strong> l&#8217;accademico <strong>Patrizio Gennari<\/strong> inizia a pensare ad una collezione di piante che oggi vanta centinaia di esemplari.<\/p>\n<p>Quattro cisterne romaniche all&#8217;interno dell&#8217;<strong>orto botanico<\/strong> raccolgono tutto il genio neoclassico dell&#8217;architetto <strong>Gaetano<\/strong> <strong>Cima<\/strong>, che intorno alle cisterne volle costruire un tempio della scienza botanica.<\/p>\n<p>Il marchese <strong>Aymerich di Laconi<\/strong> si avvalse della maestria di Gaetano Cima per dare forma ai 22 ettari di giardini che circondano i resti del <strong>castello Aymerich<\/strong> \u00a0del XI secolo situato nel comune di <strong>Laconi<\/strong>, nella regione denominata<\/p>\n<figure id=\"attachment_1451\" aria-describedby=\"caption-attachment-1451\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.traghetti.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Palazzo-Aymerich.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1451\" src=\"https:\/\/www.traghetti.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Palazzo-Aymerich-300x201.jpg\" alt=\"Palazzo Aymerich\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.traghetti.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Palazzo-Aymerich-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.traghetti.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/Palazzo-Aymerich.jpg 550w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1451\" class=\"wp-caption-text\">Palazzo Aymerich<\/figcaption><\/figure>\n<p>Sarcidano, al centro della Sardegna. Probabilmente ai signori laconesi si deve anche l&#8217;impianto boschivo circostante il castello, nel quale trovano dimora anche <strong>piante singolari<\/strong> e non originarie, quali un cedro del Libano di dimensioni eccezionali ed il pino di Corsica. Il parco \u00e8 costituito anche da fitti lecceti, intervallati da cavit\u00e0 naturali, ruscelli, piccole cascate e laghetti che creano un&#8217;atmosfera di grande fascino, a disposizione di tutti a pochi passi dal centro urbano. Il Giardino Aymerich costituisce anche una fitta rete di sentieri che si ritrovano davanti alla cascata maggiore. L\u2019acqua affiora ovunque lungo il percorso, legandosi alla vita secolare di alberi come il cedro himalayano, il leccio e il ciliegio. <strong>Giuseppe Garibaldi<\/strong> ne richiese la consulenza anche per la sua villa di <strong>Caprera<\/strong>. Attorno alla Villa museo di Caprera si pu\u00f2 ancora avvertire il sentimento religioso per la natura che accompagn\u00f2\u00a0l&#8217;eroe dei due mondi negli ultimi anni della sua vita. Sull&#8217;oliveto e i ginepri svetta il monumentale Pino di Clelia, piantato da Garibaldi in onore della figlia, nata nel 1867. Tutto intorno, il mare incontaminato della Maddalena.<\/p>\n<p>Anche l&#8217;ingegnere gallese <strong>Benjamin Piercy<\/strong> (che realizz\u00f2 le ferrovie in Sardegna) fu attirato in Sardegna dai profumi di una terra incontaminata. Il <strong>parco inglese r<\/strong>ealizzato a Bolotana si estende alle spalle del villino padronale. Il suo interesse per la Botanica \u00e8 racchiuso nelle forme coniche e cilindri di di esemplari come l&#8217;abete di Spagna, il cipresso di Lawson e il bosso delle Baleari.<\/p>\n<p>Spiritualit\u00e0 e natura accolgono i visitatori del <strong>parco di San Leonardo<\/strong> di Siete Fuentes, splendido borgo nei boschi presso Santu Lussurgiu. La chiesetta medievale con le croci di Malta e le sette fontane, sono circondate da 5 ettari di &#8220;silenzio&#8221;. Un parco di olmi e castagni aceri e tassi con rivoli d&#8217;acqua che scendono dolcemente a valle emettendo un suono musicale eterno che racconta le bellezze straordinarie della Sardegna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Miniere e Giardini della Sardegna La ricchezza mineraria della Sardegna risale all&#8217;inizio dell&#8217;Ottocento quando erano ben 59 le miniere attive e si estraevano principalmente: ferro, argento, rame e piombo. L&#8217;importante attivit\u00e0 estrattiva attir\u00f2 l&#8217;attenzione dei pi\u00f9 importanti imprenditori liguri e piemontesi, nonch\u00e9 delle principali nazioni europee. 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