{"id":1464,"date":"2016-11-25T08:50:32","date_gmt":"2016-11-25T07:50:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.traghetti.com\/blog\/?p=1464"},"modified":"2018-11-29T10:07:12","modified_gmt":"2018-11-29T09:07:12","slug":"la-cucina-sarda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.traghetti.com\/blog\/la-cucina-sarda\/","title":{"rendered":"La cucina sarda"},"content":{"rendered":"<h2>La cucina sarda<\/h2>\n<p>Abbiamo voluto dedicare un articolo intero alla cucina Sarda e alle sue specialit\u00e0. Non abbiamo voluto sostituirci ai grandi chef stellati ma semplicemente consigliarvi alcuni specialit\u00e0 della cucina sarda.<\/p>\n<p><strong>Il riso<\/strong><\/p>\n<p>Le coltivazioni di riso in Sardegna risalgono agli anni 50. Il riso sardo \u00e8 riconosciuto come uno dei migliori a livello qualitativo sia per l&#8217;uso in gastronomia, sia per la semina. Le coltivazioni del riso, si concentrano nella zona dell&#8217;Ogliastra dove il territorio offre vantaggi climatici e naturali, primo fra tutti il sole. La temperatura mite e l&#8217;esposizione ai raggi solari, consentono alla spiga di raggiungere una maturazione completa.\u00a0 Il vento di maestrale e la purezza dell&#8217;acqua contribuiscono a creare un prodotto ottimo. Diverse sono le <strong>ricette<\/strong> in cui il <strong>riso<\/strong> \u00e8 il vero protagonista della cucina sarda. Il riso alla pescatora che unisce gli ottimi prodotti del mare quali i gamberetti, le cozze\u00a0 e il polpo \u00e8 sicuramente il piatto pi\u00f9 rinomato, ottimo anche il riso con la bottarga e quello allo zafferano.<\/p>\n<p><strong>Il cinghiale<\/strong><\/p>\n<p>Il cinghiale \u00e8 un animale che ama muoversi nelle ore notturne nei boschi e nei terreni agricoli , arando i campi alla ricerca del cibo preferito. Pi\u00f9 piccolo della\u00a0specie dei cinghiali, il cinghiale sardo (Sus scrofa meridionalis), \u00e8 forte e robusto con gli arti posteriori pi\u00f9 corti degli anteriori.\u00a0 Le origini risalgono al periodo neolitico come attestano le stratigrafie rinvenute nella Grotta Corbeddu di Oliena che documentano la presenza del cinghiale sardo. Anche la caccia al cinghiale era diffusa anticamente in tutta l&#8217;isola.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.traghetti.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/cinghiale-sardo.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1467\" src=\"https:\/\/www.traghetti.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/cinghiale-sardo-225x300.jpg\" alt=\"La cucina sarda - cinghiale sardo\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.traghetti.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/cinghiale-sardo-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.traghetti.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/cinghiale-sardo-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.traghetti.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/cinghiale-sardo.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Diverse sono le specialit\u00e0 culinarie realizzate con il cinghiale: stufati, salsiccie, prosciutti, brasati, in agrodolce, al cannonau, alla cacciatora, al rag\u00f9 o &#8220;a carraxu&#8221; (interramento). La<strong> carne di cinghiale si utilizza\u00a0<\/strong>in molti piatti gustosi ed \u00e8 protagonista nelle sagre e nelle feste tradizionali. Il metodo di cottura &#8221; a carraxau&#8221; consiste nell&#8217;adagiare e avvolgere sulle frasche di mirto e timo all&#8217;interno la carne di cinghiale in una buca. Dopo aver ricoperto la buca con la terra, vi si accende sopra il fuoco il cui calore che si propaga anche verso il basso, garantisce la migliore condizione per la cottura. Completamente diversa \u00e8 la carne di cinghiale in agrodolce, dove la carne viene tagliata a tocchetti, fatta rosolare con un trito di cipolla, prezzemolo, mirto e timo. Successivamente si aggiunge aceto e zucchero e la passata di pomodoro. Nella tradizione della cucina sarda, si utilizza quasi tutto del cinghiale per realizzare il sanguinaccio, le interiora vengono cucinate alla brace, l&#8217;arrosto di cui la parte pi\u00f9 pregiata \u00e8 il taglio di coscia e la lombata.<\/p>\n<p><strong>I prataioli<br \/>\n<\/strong><br \/>\nNumerose sono le specie di funghi che crescono nei cambi adibiti al pascolo.<br \/>\nIl fungo campestre L'&#8221;Agaricus arvensis&#8221;, o &#8220;Psalliota cretacea&#8221; \u00e8 un fungo che si caratterizza per un cappello espanso, carnoso, bianco. Il gambo \u00e8 biancastro e robusto con una polpa profumata di mandorle amare.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1469\" aria-describedby=\"caption-attachment-1469\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"https:\/\/www.traghetti.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/funghi-sardegna.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1469\" src=\"https:\/\/www.traghetti.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/funghi-sardegna-300x166.jpg\" alt=\"La cucina sarda - funghi \" width=\"300\" height=\"166\" srcset=\"https:\/\/www.traghetti.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/funghi-sardegna-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.traghetti.com\/blog\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/funghi-sardegna.jpg 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1469\" class=\"wp-caption-text\">La cucina sarda &#8211; funghi<\/figcaption><\/figure>\n<p>Altra tipologia di prataiolo \u00e8 il &#8220;Agaricus campestris&#8221; conosciuto anche come &#8220;Psalliota campestris&#8221; si presente con una carne soda e bianca, viene anche chiamato &#8220;carummeddu&#8221;, &#8220;tunniu ruiu&#8221; o &#8220;tunniu billette&#8221;. E&#8217; molto facile in <strong>autunno<\/strong>, durante una scampagnata, <strong>rinvenire<\/strong> i <strong>funghi<\/strong> prataioli.<br \/>\nNumerosi sono gli impieghi del fungo nella cucina sarda, lo troviamo nei risotti, nel rag\u00f9 per condire la pasta o anche fatto arrosto. La specialit\u00e0 pi\u00f9 conosciuta \u00e8 il fungo mangiato crudo accompagnato da rucola o radicchio con scaglie di formaggio pecorino stagionato, \u00a0il tutto condito con sale, limone e olio.<\/p>\n<p><strong>I formaggi<\/strong><\/p>\n<p>Il pecorino sardo \u00e8 sicuramente il formaggio pi\u00f9 famoso e simbolo della Sardegna da cui prende anche il nome. Numerosi sono i riconoscimenti ricevuti tra cui la certificazione di Denominazione di Origine ottenuta nel 1991 con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, \u00e8 stato successivamente inserito nel 1996 ha ottenuto il marchio D.O.P. La classica forma di formaggio di pecorino sardo \u00e8 da 3 kg. Notevoli sono le qualit\u00e0 organolettiche e sono una garanzia di prelibatezza per i consumatori. Il pecorino sardo \u00e8 classificato in due diverse categorie: il maturo e dolce, che si differenzia per la durata della stagionatura. Il pecorino dolce viene stagionato per un periodo pi\u00f9 breve rispetto al pecorino maturo che ha una stagionatura minima di sei mesi.<br \/>\nGrazie ad una pasta di colore bianco deciso derivante da una stagionatura di circa 3 mesi, se ne ottiene un prodotto estremamente versatile che pu\u00f2 essere gustato a tavola in tutte le portate. La tradizione sarda, vuole che venga consumato arrostito con tutta la croccantezza che ne deriva dall&#8217;arrosto. Il formaggio pecorino sardo, pu\u00f2 essere utilizzato come formaggio da grattugia dopo 6 mesi di stagionatura. Il migliore connubio si ottiene utilizzando il formaggio pecorino con i prelibati ravioli di ricotta e spinaci o per dare un tocco in pi\u00f9 al rag\u00f9 di carne.<\/p>\n<p><strong>Bianchittus<\/strong><\/p>\n<p>I bianchittus sono conosciuti anche come Marigosos, bianchini, suspiros, bianchinus, biancheddus e vengono prodotti\u00a0 in tutto il territorio della Sardegna.<br \/>\nI dolci a forma piramidale e con una superficie mossa e increspata, si caratterizzano per il colore bianco e una consistenza friabile tipica delle meringhe o degli spumini presenti in altre regioni italiane. Vengono spesso decorati con i diavoletti colorati o con le mandorle.<br \/>\nIl<strong> metodi di preparazione<\/strong> <strong>tradizionale<\/strong>, prevede diversi fasi. Occorre montare a neve gli albumi\u00a0 e lo zucchero, aggiungendo lentamente le mandorle che debbono essere tagliate a listarelle sottili o tostate o ancora con le noccioline macinate e la scorza di limone grattugiata. Con la sacca a poche\u00a0 o con un cucchiaio, si dispone l&#8217;impasto sul fondo di una teglia e si cuociono in forno a 150\u00b0. Affinch\u00e9 i dolci mantengano la cromia chiara, \u00e8 necessario non aprire lo sportello del forno durante la cottura. I bianchittus si possono preparare anche senza le mandorle o le nocciole assomigliando cos\u00ec alle meringhe pi\u00f9 comuni.<\/p>\n<p>Alcune specialit\u00e0 culinarie della cucina\u00a0sarda vengono servite anche sui <strong>traghetti<\/strong> in servizio per la Sardegna e prenotabili sul sito <a href=\"https:\/\/www.traghetti.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">traghetti.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La cucina sarda Abbiamo voluto dedicare un articolo intero alla cucina Sarda e alle sue specialit\u00e0. Non abbiamo voluto sostituirci ai grandi chef stellati ma semplicemente consigliarvi alcuni specialit\u00e0 della cucina sarda. 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