Per le tratte verso la Spagna (aggiornato al 13/11/2020)

È consentito l’ingresso in Spagna da tutti i Paesi europei ed appartenenti allo spazio Schengen, senza necessità di motivare la ragione del viaggio e senza obbligo di quarantena.

Dal 23 novembre 2020 vige l’obbligo presentare un test PCR negativo effettuato nelle 72 ore antecedenti l’ingresso nel Paese: la prescrizione riguarda i passeggeri provenienti da tutti i Paesi UE (esclusa la Finlandia) e una ventina di Stati extra UE. Prima dell’ingresso in Spagna per via aerea o marittima è necessario anche compilare un “formulario di salute pubblica", attraverso il sito internet spth.gob.es o la app Spain Travel Health-SPTH, ottenendo un codice QR da presentare (su dispositivo mobile o stampato) al proprio arrivo in Spagna. Per i passeggeri che utilizzano la via marittima, attualmente il formulario può essere presentato solo in formato cartaceo, disponibile alla pagina del Ministero della Salute: qui.

Sono inoltre consentiti gli spostamenti tra Province e Regioni (Comunità Autonome) all’interno del Paese, salvo che da/verso le aeree in cui sono in vigore lockdown localizzati.

Attenzione per le sole Isole Canarie e ai fini dell'accesso alle strutture alberghiere, a partire dal 9 novembre 2020 è richiesto di esibire un test negativo realizzato nelle 72 ore antecedenti l’arrivo sull’arcipelago.

In riferimento all'emergenza COVID-19 (Coronavirus), si prega di attenersi alle indicazioni pubblicate – e costantemente aggiornate - dalle Autorità italiane e spagnole in materia.

Sulla piattaforma Re-open EU della Commissione europea, creata per favorire la ripresa sicura degli spostamenti in Europa, sono disponibili informazioni aggiornate sui singoli Paesi, per consentire ai cittadini europei di pianificare i propri viaggi in questo periodo.

Coloro che hanno necessità di recarsi in Spagna, si suggerisce di scaricare l’applicazione “Radar Covid” e di registrarsi per l'accesso in Spagna sulla piattaforma Spagnola al seguente indirizzo: https://spth.gob.es/

Chi si trova in Catalogna, Baleari, Valencia, Aragona e Murcia è invitato a consultare anche le pagine del Consolato Generale di Barcellona.

Per i rientri dalla Spagna

Chi abbia soggiornato in Spagna nei 14 giorni antecedenti il rientro in Italia, ha l'obbligo di sottoporsi al test del coronavirus.

Nel dettaglio, sono previste due possibilità (alternative tra loro):

a) obbligo di presentazione al vettore all’atto dell’imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli dell’attestazione di essersi sottoposte, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo (certificato da esibire);

b) obbligo di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove tali strutture siano attrezzate, oppure entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento; in attesa di sottoporsi al test presso l'azienda sanitaria locale di riferimento le persone sono sottoposte all’isolamento fiduciario presso la propria abitazione o dimora. Per verificare l’eventuale capacità degli aeroporti e dei porti italiani di effettuare tali test rapidi al proprio arrivo nel Paese, si consiglia di fare riferimento ai siti internet di tali strutture o a quelle delle Regioni di riferimento.

In relazione alla specifica tratta Barcellona-Porto Torres si segnala che, in base all'ordinanza del Presidente della Regione Sardegna n. 27 del 2 giugno 2020, tutti i passeggeri in arrivo sull’isola attraverso linee aeree o marittime sono tenuti a registrarsi prima dell'imbarco utilizzando l’apposito modulo on-line. Anche le Regioni Sicilia, Puglia e Calabria richiedono la registrazione all'ingresso.

A condizione che non insorgano sintomi di COVID-19 e che non ci siano stati soggiorni o transiti in uno o più Paesi di cui all' elenco F (Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica dominicana, Kosovo, Montenegro, Colombia) nei 14 giorni antecedenti all’ingresso in Italia, fermi restando gli obblighi di auto-dichiarazione nonché di comunicazione del proprio ingresso dall’estero sul territorio nazionale le disposizioni relative all’obbligo di tampone (in rientro da Belgio, Francia, Regno Unito, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Spagna) NON si applicano:

a) a chiunque (indipendentemente dalla nazionalità) fa ingresso in Italia per un periodo non superiore alle 120 ore per comprovate esigenze di lavoro, salute o assoluta urgenza, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;

b) chiunque (indipendentemente dalla nazionalità) transita, con mezzo privato, nel territorio italiano per un periodo non superiore a 36 ore, con l’obbligo, allo scadere di detto termine, di lasciare immediatamente il territorio nazionale o, in mancanza, di iniziare il periodo di sorveglianza e di isolamento fiduciario;

c) ai cittadini e ai residenti degli Stati e territori di cui agli elenchi A, B, C e D che fanno ingresso in Italia per comprovati motivi di lavoro, salvo che nei 14 giorni anteriori all’ingresso in Italia abbiano soggiornato o transitato in uno o più Stati e territori di cui all’elenco C (Belgio, Francia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Spagna, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord): ciò significa che le persone provenienti dalla Spagna che si recano per motivi di lavoro in Italia e vi restano per più di 120 ore sono sottoposti al regime del tampone da effettuarsi 72 ore prima del viaggio o, in alternativa, in aeroporto in Italia o entro 48 ore dall'arrivo in Italia;

d) al personale sanitario in ingresso in Italia per l'esercizio di qualifiche professionali sanitarie, incluso l'esercizio temporaneo di cui all'art. 13 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18;

e) ai lavoratori transfrontalieri in ingresso e in uscita dal territorio nazionale per comprovati motivi di lavoro e per il conseguente rientro nella propria residenza, abitazione o dimora;

f) al personale di imprese ed enti aventi sede legale o secondaria in Italia per spostamenti all'estero per comprovate esigenze lavorative di durata non superiore a 120 ore;

g) ai funzionari e agli agenti, comunque denominati, dell'Unione europea o di organizzazioni internazionali, agli agenti diplomatici, al personale amministrativo e tecnico delle missioni diplomatiche, ai funzionari e agli impiegati consolari, al personale militare e delle forze di polizia, italiane e straniere, al personale del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e dei vigili del fuoco nell'esercizio delle loro funzioni;

In ogni caso, data la mutevole situazione normativa, si raccomanda vivamente ai passeggeri di consultare sempre le normative vigenti al fine di verificare che siano debitamente conformi ai requisiti legali e amministrativi per l’ingresso in Spagna e che non siano soggetti a restrizioni all’ingresso nel territorio nazionale. L’inosservanza delle normative è di loro esclusiva responsabilità, dato che le autorità amministrative competenti possono negarne l’ingresso se non soddisfano i criteri richiesti dell governo spagnolo.